Turismo di Comunità

Punto 3, avendo seguito la creazione e lo sviluppo di alcune tra le esperienze di maggior successo di "Turismo di Comunità" in Italia, supporta Pubbliche Amministrazioni, Associazioni e gruppi di imprese nell'attivazione del processo che porta a strutturare una offerta di Turismo di Comunità e nella promo-commercializzazione dei pacchetti turistici che vengono sviluppati grazie a tale percorso.

Lo scopo del Turismo di Comunità è quello di coinvolgere la collettività in tutte le sue forme, (organizzate, pubbliche e private) per promuovere in modo sinergico e partecipato lo sviluppo sostenibile turistico del territorio. L’originalità di questa forma di ospitalità turistica sta nel coinvolgere tutte quelle persone, abitanti in un borgo o in una valle, che sono disponibili a qualificare e arricchire l’accoglienza e l’ospitalità del proprio territorio offrendo esperienza, competenza e testimonianza della cultura materiale del luogo: vecchi mestieri, tradizioni, gastronomia tipica, produzioni locali di qualità, artigianato tradizionale. “É tutta una comunità che si impegna a prendere per mano il turista in un percorso di conoscenza e condivisione di una “vacanza” nel proprio borgo, nella propria valle”.

Condizione importante è che il territorio in cui tale comunità è insediata possa vantare eccellenze non ancora pienamente valorizzate di carattere ambientale, sociale e culturale, grazie alla presenza di artigiani, agricoltori, imprenditori al confine tra tradizione e modernità, tra passato e futuro. Il Turismo di Comunità può essere sviluppato in contesti territoriali in cui esiste ancora un nucleo (anche piccolissimo) di persone che si riconoscano e che portino avanti valori, tradizioni, usi e costumi tali da poter essere definiti “di comunità”. Il Turismo di Comunità è ideale in contesti in cui non sono presenti molte strutture ricettive, ma dove sono diffuse iniziative semi-professionali di ospitalità tra le quali non ci sono state pregresse azioni di collaborazione per la promo-commercializzazione di pacchetti turistici. Questa marginalità, che sicuramente in passato è stata vissuta come un elemento di debolezza, ha determinato, più che in altre aree, la conservazione di ambienti, tradizioni e valori, che oggi, ed ancor di più in futuro, possono divenire importanti elementi di distinzione e competitività in ambito turistico, ma anche per l’intero sviluppo socio-economico sostenibile del territorio.

Il Turismo di Comunità non si pone in competizione o in alternativa con le realtà esistenti (professionali e non), ma anzi offrirà loro importanti occasioni, creando una solida rete di collaborazione e scambio, per incrementare l’offerta rivolgendosi a nuovi target, e soprattutto per destagionalizzare e qualificare l’offerta. Il Turismo di Comunità offre, inoltre, opportunità anche ad altre figure professionali non sempre direttamente correlate al turismo, quali artigiani, commercianti, agricoltori disposti a integrare le loro offerte con quella turistica della comunità e, se necessario, ad adeguarle agli standard qualitativi richiesti da questo tipo di turismo.

Alcune esperienze vincenti di Turismo di Comunità sono descritte su www.turismodicomunita.it.

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Dott. Filippo Lenzerini


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