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“Se volete credermi, bene.
Ora dirò come è fatta Ottavia, città - ragnatela.
C'è un precipizio in mezzo
a due montagne scoscese:
la città è sul vuoto, legata alle
due creste con funi e catene […].
Si cammina sulle traversine di legno […]
o ci si aggrappa alle maglie di canapa.
Sotto non c'è niente per centinaia e
centinaia di metri […].
Questa è la base della città:
una rete che serve da passaggio e da sostegno.
Tutto il resto, invece d'elevarsi sopra,
sta appeso sotto:
scale di corda, amache,
case fatte a sacco, anelli per i giochi [...]
Sospesa sull'abisso, la vita degli abitanti d'Ottavia è meno incerta che in altre città.